Categoria ‘Smemorando’
per quei post in cerca di categoria o di un Autore meno smemorato
Due visi sorridenti sono sbucati all’improvviso dalla carta satinata di una foto. Le due ragazze con i loro abiti estivi sembrano due macchie di colore sulla scogliera nera sullo sfondo del mare.
“Mi fa piacere che mi parli di te”, hai detto l’ultima volta che ti ho visto: ne sei proprio sicuro? Perché io ho deciso di parlarti.
Occorre che io premetta di non essere una storica con l’aggravante di essere agnostica. Insomma non ragiono né per studi fatti né per fede ma solo per curiosità su luoghi e miti che hanno scatenato la fantasia di me- bambina che andavo a spasso con nonno tra il Foro Romano e il Palatino in cerca [...]
Parlare del Colosseo è quasi come “fa’ a cappellate colli sorci”, inutile, ben troppo famoso. Scrivere di quello che lo circonda può suscitare maggiori curiosità. Come per esempio trovare una parolaccia in una chiesa. Non invento, garantisco ogni parola e pure la parolaccia. Prendendola al largo possiamo dire che gli Stadio l’hanno scritta dedicandola a [...]
Quel che rimane È quella nostalgia che lenta si sfarina e fine fine si deposita, polvere nel cuore. Non ha più una provenienza né un volto a cui rivolgersi, col tempo ha perso i connotati ed un motivo per esistere, eppure è lì, palpabile e odorosa. E forse s’è fatta segatura al pavimento. Sai la [...]
Erano notti folli contromano
motore caldo a divorare asfalto
segno tracciato in corsa verso il mare
…
E’ sempre un bel giornoSii nuda, sii bella, sii donna,Sii conchiglia e quando ti farai sera lascerò che il vento mi profumi il viso.
Lasciatemi vivere
ora che il mio cuore batte…
Lasciate che il respiro
ingoi l’aria
e la mia mente assorba le sensazioni.
…
Comunque fosse, a Fausto sembrò di scoprire solo in quel momento un fenomeno strabiliante: la nitidezza dei dettagli più prossimi, quella particolare lucentezza degli oggetti bagnati, la ringhiera, i fili dello stenditoio, un vaso sbeccato, e allo stesso tempo la miopia brumosa delle cose distanti, il campanile, i tetti più lontani, i campi e pioppi poco oltre la statale.
E allora mi chiedo chi sono.
E nudo senza specchi,
cerco nell’anima,
fragile anima,
una radice.
E trovo dei rami
innesti del tempo,
I segreti della Pietra
Oscilla il corpo,
vibrante
il suono.
E quello che pareva immobile
Ora si muove.
E quello che pareva silenzio
Ora commuove.
Comincio ad avere una seria crisi di identità. Mi guardo attorno e non capisco più cosa stia succedendo. Per molti anni ho vissuto un tranquillo e costante andare e venire che avrebbe rasserenato il più ingenuo e pauroso coniglietto. Anche lui si sarebbe accucciato e mi avrebbe guardato sicuro e certo di ogni mia mossa, [...]
Andare avanti con l’immaginazione correre lontano fin dove il sogno diventa utopia.