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Ti narrerò una storia di sguardi incrociati dentro i vicoli di una città ferita vissuta da una folla di solitudini impronte distanti pause in evoluzione, dove l’istante si misura dentro un tempo che si fa assenza vuoto come una coppa senza vino
cammino per le strade del centro a cercare qualcosa che non ho smarrito ma che mi scrive dentro un piano paziente e silenzioso, spingendomi verso onde che mi tengono sospesa dentro un’aria nuova ,priva di buchi
e negli sguardi leggo quell’infinito che ricompone lo strappo del cielo dove l’occhio gode del colore
Insieme raccattiamo i cocci uno ad uno sbrogliando fili intricati e sottili
noi, ammasso di cellule vestite di eternità.
Commenti:
1 Commento postati in "Sguardi"
Massimo Vaj il 06 agosto 2009 alle 10:39
Quella contorsione che la mente subisce nasce dall’inadeguatezza della la sfera psichica alla visione del bandolo, che è principio dell’esistenza, senza affidarsi all’Intuire superiore, che è conoscenza immediata, la quale solo successivamente degraderà, corrompendosi, nella possibilità di esposizione connaturata alla mente. La realtà è sia semplice, nei suoi principi universali, sia complessa, nelle conseguenze che da quei principi derivano, e alla mente il contorsionismo si confà solo quando è effetto della necessità di spiegare la superficie di quello che Vede, direttamente, attraverso l’Intuizione spirituale. Altrimenti subirà la stretta di un intrecciarsi arzigogolato che la condurrà solo a guardare la propria inadeguatezza alla scoperta dell’Essenza. Devi essere loggato per inviare un commento. |