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L’ Incipit: “Ecco io adesso non vorrei che questo disagio risvegliato in me dal … ”

la frase obbligatoria: “… la casa con saggezza sembra abbia approfittato dei tuoi momenti d’euforia per prepararsi a … ” (tratte dal romanzo “Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino.)

l’immagine facoltativa da “citare”

gabrielle_d_estrees_borgo

i Racconti e gli Autori partecipanti

Sogno inverso di PE for friends

Spartito per voce sola di LaSerenissima

Il diciottesimo cammello di massimolegnani

La notte del dubbio di baribal

Ancora tu di Amar

Il ritratto di miresol

Il giorno del giudizio di ettore.bilbo

Hannibal chi …? (Diario di un serial killer) di gricio

La forza di una donna di ocramocra

La dea sfregiata di Cecil

Fuori Onda di massimolegnani

i racconti del giroborgo sono stati pubblicati seguendo l’ordine di recapito nella posta del borgonarrante



Commenti:
45 Commenti postati in "Gli Autori e i racconti dell’edizione aprile maggio 2009"
massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 09:13

buongiorno borgo. bene, il cerchio s’è chiuso e come un cerchio sto provando a rileggere il primo racconto, sogno inverso, con gli occhi dell’ultimo, fuorionda, come se michele, vedendo crollare il suo castello da un cenno di disinteresse da parte di lucia, proseguisse quella stessa lettera in tono diverso, di rinuncia a insistere, rivolgendosi non più alla madre ma alla figlia o più genericamente alla “donna-storia” a cui rinuncia. ml


Lupa il 06 maggio 2009 alle 09:51

Ringrazio tutti gli autori che hanno partecipato e mi hanno come sempre regalato (offerto in pasto?) con generosità le loro parole.
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SPARTITO PER VOCE SOLA “limpido rivo l’anima che le scorre dentro e fiori chiari a fare ombra al Sole” è solo una delle tante meraviglie di questo brano. Las, sono certa che il diopoetico leggendoti ha sorriso orgoglioso, di te. solo un appunto. a mio parere il passaggio da quel “avrei voluto dirtelo” non appare molto chiaro, e andrebbe sistemato.
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SOGNO INVERSO
incipit/femmina. donna dal cervello fino, la PE, direbbe la mia mamma. è un immenso piacere leggerti e “Tu, presentandoti così, sei insieme la storia che vorrei narrare, la consapevolezza di non averne i mezzi e il desiderio di morire piuttosto che far morire te.”
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IL DICIOTTESIMO CAMMELLO sai, ml, l’impressione che ho avuto è quella di un racconto costituito da due prologhi differenti (prima e seconda parte) che avrebbero dovuto portare a narrare di due storie diverse. Ommmm
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LA NOTTE DEL DUBBIO baribal, ti prego, la prossima volta che fai parlare le creature shakespiriane o Willy stesso medesimo in persona personalmente, usa le virgolette. promesso?
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ANCORA TU (ma non dovevamo vederci più?) fratello amar, a farti trino ti sei perso. a un certo punto non sapevi più chi tu fossi se io mammete o tu.
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IL RITRATTO mi resta la convinzione che la storia da narrare avrebbe dovuto essere ben altra.
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IL GIORNO DEL GIUDIZIO il signor k è a tutt’oggi presente nei miei incubi.
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HANNIBAL oh signur , noncipossocredere! io, io Lupa, che difendo sostengo proteggo come un figlio un racconto di gricio! che dio mi perdoni, e perdoni soprattutto lui, per non aver saputo togliere quel sorrisetto da Pierino al seriale. P.S. ora non potrai più dire che ti sego tutti i racconti.ciapa!
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LA FORZA DI UNA DONNA ocra, perdonami, ma i fogliettoni non li sopporto e poi, diciamocelo, era lungo come la fame! giuro solennemente che al prossimo tuo non mancherò di leggere.
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LA DE SFREGIATA credo che tu, cecil, abbia voluto sperimentare. un plauso dunque all’intenzione. certo è che ancora sono un po’ confusa per la lettura “ostica”.
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FUORI ONDA che dirti ancora, doc. quando sei così io t’amo senza riserva e pudore alcuno.


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 10:13

come sempre, ogni racconto mi ha lasciato qualcosa, ma non sono bravo a dire nel dettaglio. aspetto che le sensazioni si depositino e poi riaffiorino più chiare e magari differenti da come sono iniziate. da bilbo invece attendo una presa di posizione sul suo brano che sembra quasi sia piaciuto più a me che a lui (non gli perdono di dire che l’ha scritto in un’oretta senza andare troppo per il sottile, la mia impressione era altra). da baribal mi sarei aspettato una maggior sincerità in sede di commento: non sono per le regole ferree, ma per la schiettezza sì. avrei apprezzato che ci avesse reso partecipi in sede di commento della non verginità di buona parte del brano e delle numerose citazioni altrui. ml


PE for friends il 06 maggio 2009 alle 10:23

fra un po’ mi staccano i fili per darmi un senzafili. alla buon’ora, signora Alice! vabbè, semmai farete senza di me per qualche oretta.
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Mi premeva dire una cosa a baribal:
per me, anche se proprio così non è, “inedito” significa “non ancora letto da me”, per cui problemi zero a leggere e commentare il tuo racconto nonchè scoprire che, nei vari passaggi in più di un sito, era già stato commentato e quindi corretto.
Secondo me, però, hai commesso un errore, cambiare quel titolo (IL SEGRETO DEL SUCCESSO) che, originariamente, dava un senso pieno ed assoluto alla tua narrazione proprio per come era stata “composta”, cioè un mix fra parole tue (compreso quel finalino a miccetta che stonava e in ogni caso andava corretto)e un corposo innesto di Scespiriano verbo tratto direttamente da Amleto.
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E’ stata una tornata particolarmente “faticosa” anche grazie all’incipit proposto (e che mi auguro come genere di incipit andremo a sostituire) ma, come sempre, interessante.
Non vedo il racconto di Alisa su incipit proposto da lei stessa, per cui le darei affettuosamente della lazzarona :-)
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Bilbo, sai che mi è dispiaciuto vederti “rinnegare” il tuo racconto?
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Io? Ho scritto una bellezza di brano, davvero: anch’io mi faccio i film, come tutti, ma certi film hanno l’obbligo di rimanere nella cineteca personale, incompiuti, perchè esporli li ridurrebbe in cenere. E sì, doc, michele da questo punto di vista ha egregiamente concluso la tornata che io ho inaugurato.


baribal il 06 maggio 2009 alle 10:47

Buongiorno a tutti
Vengo subito ai due commenti che mi riguardano, poi passo al resto.
ML: io attendevo lo svelarsi degli autori per rispondere alla questione citazione. Per certe cose non mi piace nascondermi dietro l’anonimato, e quanto al nick, in altri siti sono mariovaldo e mi pare che mai mi sia macchiato di vigliaccheria e men che meno di plagio.
Vedo che PE ha già detto che il mio brano, seppure in versione abbastanza diversa, era già presente su altri siti, ed è vero. Ebbene, lì l’avvertenza “il brano contiene citazioni non virgolettate da Macbeth e Amleto” era presente. Qui non c’era perchè purtroppo, nel rimaneggiarlo ed adattarlo, mi è semplicemente sparita e io non me ne sono accorto. Comunque ho controllato e posso rispondere ad una curiosità espressa in sede di commenti: le citazioni (non tutte testuali, ma comunque tali) sono circa il dieci per cento del totale (inteso come battute). Quindi avendo un novanta per cento di farina del mio sacco mi sento in pace con la coscienza.

PE: ho cambiato il titolo, forse sbagliando, perchè mi pareva più adatto alla nuova versione, che si apre con un dubbio e col dubbio, risolto, si chiude. Poi se preferisci il titolo precedente, hai senz’altro diritto di avere i tuoi gusti,magari ho davvero sbagliato io a cambiarlo.

Che dire degli altri racconti? In gran parte ho confessato di averli capiti poco, un genere di narrativa che non mi si confà… ma mica posso pretendere che gli altri scrivano per me….
Mi sono rimasti piacevolmente impressi i cammelli, che ci volete fare…
Grazie e complimenti a tutti, compreso ovviamente Ocramocra per il suo enorme sforzo di rinascita del feuilleton, che a me non è per nulla dispiaciuto.


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 11:03

va bene, baribal, a me basta questo tuo intervento che mentalmente antepongo di una settimana :-)


Lupa il 06 maggio 2009 alle 11:07

baribal detto mariovaldo, confesso che anch’io avevo già letto il tuo racconto pubblicato in altro sito 4 mesi orsono. ho taciuto in fase di commento sul borgo dal dire che il tuo brano non fosse un inedito mentre la regola scritta o non scritta invece lo preveda. inoltre mi sarebbe sembrato come fare un torto a cecil che aveva garantito per te, definendoti affidabile, e io mi fido di chi mi dice fidati. e dunque l’ho fatto,. ho considerato la tua buona fede, in quanto nuovo di questo luogo. certo è che ho ritenuto invece assai più grave che il brano contenesse aforismi scespiriani es.“Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi” e brani tratti da Amleto es. “fin che siano arsi e purgati i peccati da me commessi in terra. …. ” per due motivi. il primo: perché in veste di Adg avresti comunque potuto e dovuto specificare che il brano conteneva citazioni originali. il secondo: perché mi rode un po’ che qualcuno mi faccia passare Amleto sotto il naso pensando che io non sappia riconoscerne il profumo. comunque ora ci siamo chiariti, e quindi andiamo pure avanti, insieme. ciao


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 11:15

lu, porca paletta, con il 18° cammello ho fatto quello che dici tu: il dialogo-lite tra michele e ettore, l’ho ripreso da un racconto che avevo abbozzato e mai finito!


gricio il 06 maggio 2009 alle 11:21

rapido parere “a pelle”. Tutti i racconti sono stati scritti veramente bene. Le pulci sono sempre meno e molto spesso marginali.
Sulla sostanza invece qualche perplessità mi rimane per alcune opere; l’avevo espressa con i singoli commenti (incluso il mio of course) e ribadisco oggi, con visione globale, che certi racconti sono mirabili, altri un po’ meno. Proverò a rileggerli con più calma, hai visto mai… come dice Arbore “dalle e dalle se spiezza ‘u metalle”


PE for friends il 06 maggio 2009 alle 11:22

baribal, vedi che io non ne faccio affatto una questione di coscienza, ma di “tecnica narrativa”, proprio per questo ritengo che “il segreto del successo” fosse perfetto : il tuo Willy ha avuto successo proprio per per le “dritte” avute dallo spettro, come in parte il tuo racconto ottiene successo per l’innesto Shakesperiano in cui tu hai avuto la cura di scegliere frasi magnifiche come quella delle gocce d’aceto nel latte etc etc, che non sono solamente d’ispirazione.
diciamo che con quel titolo si conferma il teorico “il fine che giustifica i mezzi”, no?
ti dico, inoltre, che mi sono permessa di confermare che il tuo brano non era inedito a seguito del fatto che qualcun altro se ne fosse accorto e che, leggendolo con attenzione non è affatto diverso ma ci hai inserito l’incipit e la parte relativa all’immagine del quadro in maniera decisamente consona e indolore, migliorandolo di parecchio, a mio avviso.
è stata senza dubbio una piacevole lettura e, ti dirò, apprezzo sempre la capacità con cui un autore riesce a materializzare le sue ispirazioni in modo da rendere “palpabile” il lavoro della mente attorno alla scintilla. questo è valso anche per il racconto di ocra, come già dissi.


Lupa il 06 maggio 2009 alle 11:23

doc, ciò che mi confermi mi gratifica e mi lega a te, per affinità, per empatia, per amore della tua scrittura. un bacione grande come una casa. P.S. sei ancora arrabbiato con me perchè ti ho segato il racconto del doctor House? dimmi cheno……


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 11:30

ahah, no lu. tra l’altro durante la tua assenza ho fatto una mezza ammenda in un commento a un brano che non ricordo quale. naturalmente resto innamorato del mio pace-maker


olandese volante il 06 maggio 2009 alle 11:32

ollalla’ e’ gia’ finito?
Dunque, complimenti a tutti, la tornata era ostica, grazie all’incipit poco digeribile, ma ve la siete cavata egregiamente. Tra tutti applausi per gricio, il tuo SK era delizioso. Comunque vi ho letto tutti, portandomi in pari a posteriori. Bravi.
una nota per baribal, ho letto anche il tuo e sono rimasta un po’ perplessa: il racconto e’ molto bello, ma non mi sembra corretto “riciclare” un brano. Mi spiego. Quando esce un incipit io mi sforzo di farmi ispirare da questo (e relativo panino) per costruire una storia. Il che significa che decido di sottostare ai limiti (stretti) di tempo e che l’opera e’ scritta apposta per il borgo, visto che mi pare che sia uno dei requisiti. Anch’io ho delle storie nel cassetto o provenienti da altri siti che potrei adattare con un po’ di taglia e cuci, ma non mi sembra onesto nei confronti di me stessa. Perche’ a me piace confrontarmi, con me stessa, appunto, prima ancora che con gli altri. E se volessi fare la figa, scusa sai, ma sarebbe facilissimo prendere un olandese inedito in italia e farmi bella delle parole di un altro. Ma non capirei lo scopo del gioco. Augh ho detto. Scusate lo sfogo.


PE for friends il 06 maggio 2009 alle 11:37

doc, va in mona tu e il tuo michele, che per quanto mi possa stare sugli zebedei di suo mi sta facendo soffrire a causa del ravanarci sopra col mio compagnuccio di merengue gricio.


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 11:43

PE e lascia perdere, che quella coda in coda al fuorionda sta diventando troppo lunga


gricio il 06 maggio 2009 alle 11:45

perchè, ml c’è un tempo limite per capire/spiegare? Io e PE stiamo solo facendo un fil rouge attipo giochisenzafrontiere


PE for friends il 06 maggio 2009 alle 11:46

mica ti chiedevo di darmi ragione, eh. comunque ok.


olandese volante il 06 maggio 2009 alle 11:50

me li vedo, li’ a bordo piscina, con la povera lucia che cerca di studiare filosofia e voi 2 a mo’ di speziali a misurarle la virgola sulla schiena per stabilire se la tangente, di cui si potrebbe calcolare la derivata, indica, chiaramente, un’inclinazione alla puttanellaggine che, alla radice quadrata, moltiplicata per il casco e tuffata in piscina, risolva l’equazione.


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 11:51

infatti non sono entrato nel merito.


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 11:53

ecco è un po’ come dice ola. michele non misura le azioni o i gesti eventuali di lucia, si lascia trasportare da sensazioni che dovrebbero rimanere impalpabili


PE for friends il 06 maggio 2009 alle 12:00

firulì firulà


gricio il 06 maggio 2009 alle 12:00

michele non misura le azioni di lucia, ma è da un anno che la osserva crescere….. hmhmhm Michelino michelino..


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 12:05

si gricio, s’incanta a osservarla e in un anno mai pensa mmhm questa è una puttanella, non mette etichette semmai si lascia cullare dal gioco assurdo delle somiglianze


Cecil il 06 maggio 2009 alle 13:34

buongiorno a tutti,e sui racconti restano le impressioni già scritte nei relativi commenti, complessivamente la tornata non mi ha particolarmente entusiasmato,nel senso che non c’è un racconto che mi abbia fatto innamorare in modo assoluto. Tutti hanno destato interesse ed in ognuno ho trovato qualcosa di molto apprezzabile, ma non c’è il racconto di cui mi ricorderò per sempre.Mi è sembrato di vedere, con qualche eccezione, il prevalere delle parole sulle storie e veri e propri contorsionismi per inserire la famigerata frase panino.


baribal il 06 maggio 2009 alle 13:35

Cara olandese, tu dici “E se volessi fare la figa, scusa sai, ma sarebbe facilissimo prendere un olandese inedito in italia e farmi bella delle parole di un altro… ”
Accetto la ramanzina per la nota sulle citazioni, che ho spiegato ma che comunque mancava, non mi va giù quella frasetta ” farmi bella delle parole di un altro”. Qui il gioco era abbastanza scoperto e consisteva nell’incastonare alcune citazioni in un racconto che si facesse leggere e dove le citazioni sembrassero naturali, non forzate. Di questo gioco volevo farmi bello, se avessi pensato per un solo momento di spacciarmi per Shakespeare sarei stato non solo presuntuoso, ma folle.
E tutto mi si può dire ma non di essere presuntuoso e folle.
Ciò precisato, amici come prima, s’intende.


LaSerenissima il 06 maggio 2009 alle 14:23

Buongiorno a tutti e a tutti grazie.
Esordisco per le vie del Borgo con un racconto controverso, mi aspettavo nè più nè meno che quel che ho ricevuto nei commenti. Ritengo provvidenziali alcuni di questi che mi hanno aiutato a comprendere dove avevo sbagliato e dove ero andata a segno.
“Spartito per voce sola” rimarrà avvolto nei suoi sette veli, ermetico nelle sue maiuscole e nei suoi significati sconosciuti. Perchè questo è anche il bello delle parole, la loro parte nascosta e diversamente abile, la loro metamorfosi dentro agli occhi di chi legge.
Il resto dei racconti li ho commentati in sede di pubblicazione, rinnovo i miei complimenti a ml (che avevo riconosciuto) nel racconto di ieri e a PE per il suo testo in apertura di tornata.
Un sorriso a Lupa e al suo diopoetico, che è anche il mio.


olandese volante il 06 maggio 2009 alle 14:40

baribal, capisco che la mia frase, buttata giu’ in un attimo d’ira possa dare adito a frantendimenti. Non era mia intenzione accusarti di spacciarti per Shakespeare (riconosco che il mio esempio non e’ stato felice), era un volerti bacchettare per aver scelto, pubblicando quel racconto, la via piu’ facile (che sarebbe, per me, copiare , appunto, un olandese inedito). Rimango dell’opinione che tu scriva bene, ho letto anche il tuo brano di tempo fa su questo sito (quello ambientato all’epoca dell’inquisizione, per intenderci) e proprio per questo non ho capito la tua scelta, mi ripeto, facile, di pubblicare un racconto “vecchio”, gia’ corretto, invece di accettare la sfida del confronto e la gara contro il tempo. Perche’ il tuo “la notte del dubbio” in una tornata del borgo, a me, stona. Avresti potuto pubblicarlo a tuo nome, per vie “normali” e chiederci un’opinione. Te l’avremmo data, come e’ successo per altri racconti. Ma mettersi in “competizione” con la creativita’ degli altri significa accettare le regole del gioco. E confrontarsi per crescere, altrimenti non capirei il senso della mia, ma presuntuosamente penso di poter dire la nostra, partecipazione al borgo. Detto cio’, baribal, benvenga la tua penna godibilissima e spero che potremo leggerci e commentarci ancora a lungo su questo sito. E mo’ sotterro l’ascia di guerra e vado a cercare il calumet della pace… ma dove l’avevo messo…


ettore.bilbo il 06 maggio 2009 alle 16:32

buondì borgo… ah cavoli finalmente al chi e cosa. mi è sembrata una tornata infinita questa, forse per via di un incipit e di uno spunto, il quadro, che tendeva a portarci verso atmosfere un po’ asfissianti…

che dire, alcuni li avevo presi, altri assolutamente no. quello di ieri per esempio sospettavo fosse di ML che a volte mi piace un sacco ed a volte mi sta un po’ sui maroni :-D (intendo nel modo di scrivere off course e lo dico con affetto, per quel che possa valere) anzì, credo che poter riconoscere la buona scrittura in un testo che assolutamente non piace sia doppiamente indice di bravura.

per quanto riguarda il mio racconto invece non è che l’ho rinnegato. a me piace quel che ho scritto. però è vero che l’ho scritto in un’ora e mezza l’ultima sera prima di consegnarlo e che mi è spiaciuto non aver tempo di scrivere tutto quello che mi veniva in mente. io ho scritto cercando di lasciare la trama sullo sfondo per dare una direzione od un senso compiuto ai fatti narrati solo che mi son reso conto, leggendo anche i commenti di chi ha apprezzato il brano, che quello che credevo di aver lasciato intendere in maniera più chiara non era affatto così esplicito. ne ho preso atto, solo questo, sentendomi magari un po’ con la coda di paglia per aver criticato la mancanza di narrazione e trama dei primi testi quando poi l’intento narrativo del mio stesso racconto non è stato in grado di farsi sentire come desideravo. forse per questo la mia autocritica può essere sembrata un rinnegare il racconto… bah, può avere senso quel che dico? :-D

bai bai
Ettore


ettore.bilbo il 06 maggio 2009 alle 16:42

ah ah, leggo ora della notte del dubbio. così non vale :-DDD ecco perché quello era l’unico racconto che mi sembrava soffrire meno dell’influsso dell’incipit e del quadro :-D

poco male, immagino che si sia trattato di una incomprensione.
più che sul mettersi in competizione, cosa che in fondo è solo parziale, riutilizzare un testo già scritto incide sul mettersi in gioco, non per forza con gli altri ma anche con se stessi, è un peccato perché si perde quello che è il pregio del racconto ad incipit o a tema, cioè il seguire una traccia od una idea senza lasciarsene troppo suggestionare o al contrario senza perderla di vista completamente. in questa tornata credo che siamo rimasti tutti più o meno affetti dal primo problema. soprattutto l’immagine del quadro è stata profondamente evocativa, però nessuno è riuscito ad andare oltre alla rielaborazione superficiale di quanto l’immagine suggeriva riuscendo a trasformarla in una storia completa. almeno questa è la mia impressione generale…

ri-bai bai


ettore.bilbo il 06 maggio 2009 alle 17:08

ah vero… massimo, quale era il film di cui parlavi in uno dei commenti al mio testo? mi ha incuriosito, come mi ha incuriosito molto la somiglianza, non strettissima, ma chiara, tra la storia che il quadro mi ha ispirato (e non solo la mia anche altre) e la storia vera che vi sta dietro… davvero una grande potenza evocativa.


ettore.bilbo il 06 maggio 2009 alle 17:25

aaarghhh c’è nessuno???

insomma, sono a casa a fare nulla e sto cercando di smettere di fumare, capite bene che mi senta un po’ agitatello, dai tiratemi fuori una bella discussione, devo dare sfogo alla mia mancanza di nicotina in qualche modo…

ve ne prego!!!!

aiutooooooooooo :-DDDD


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 17:34

“l’altra sorella”, ettore, storia verosimile ma non credo veritiera, delle sorelle bolena ed enrico ottavo. Dimmi del signor k, ettore, la sigla non alludeva a nulla? ml


olandese volante il 06 maggio 2009 alle 17:39

ciao ettore… eh, io ti capisco… sono qui a far nulla pur’io, c’ho la connessione ballerina, quest’oggi, che mi fa incazzare e sono in astinenza da incipit… orianoooo, ceciiil, dateci la dose… che ml, c’hai ccento lire?


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 17:43

ciao ola, no, ho solo pezzi grossi e di nuovo conio


ettore.bilbo il 06 maggio 2009 alle 17:46

mah… il signor K m’è venuto un po’ così, non è che ci fosse un intento chiaro, volevo solo rimandare una atmosfera di mistero da un lato, e far risaltare il fatto che la protagonista volesse il qualche modo proteggerlo non dicendone il nome, dall’altro… perché proprio K? bah, mi era venuto in mente kafka ma non centra nulla con la mia storia e con lo stile con cui è scritta. no il signor K mi sa che è proprio solo un espedientino di bassa lega per giocare con l’atmosfera del racconto, tanto più che poi non l’ho reso un personaggio misterioso ma l’esatto contrario, un personaggio zuccherosamente buono e ingenuo.


olandese volante il 06 maggio 2009 alle 17:49

.. ma … e bilbo? e’ uscito a comprar le sigarette? bilbo, resisti, ce la puoi fare! fai come ocramocra, datti alle tisane… funzionano


olandese volante il 06 maggio 2009 alle 17:52

… zuccherosamente buono e ingenuo? pensare che io, malfidente, lo guardavo con sospetto, che sara’ la suggestione della tornata, ma mi sembravano tutti un po’ in odore di incesto…


ettore.bilbo il 06 maggio 2009 alle 18:15

beh, un po’ cotto della protagonista quello sì magari ;-)

no, non son andato a comprare le sigarette, ma una bella doccia gelata :-D


PE for friends il 06 maggio 2009 alle 18:36

io ti tolgo la patria potestà del signor K, bilbo. e non tentarla nemmeno una replica!
oggi mi pare la giornata dello gnorri, comunque. ma forse era la tornata dello gnorri. sperem la seconda…


ocramocra il 06 maggio 2009 alle 18:49

Buongiorno a tutti.
Mi sono divertito, lo ammetto. Ammetto anche di avere affrontato la prova senza leggere prima nulla di quanto già pubblicato perché sono approdato sul sito, quasi per sbaglio, un paio di giorni prima di inviare il mio racconto. Mi ha incuriosito assai capire il meccanismo e ne ho approfittato per smuovere quello strato di indolenza che mi caratterizza; ho visto l’arena e mi ci son buttato con la muleta e la spada che avevo nell’armadio. Chiedo scusa quindi per il malloppo e per l’impegno che ognuno di voi ha speso nel leggermi, ma … ormai è fatta!
Volevo anche complimentarmi per l’intelligenza del dialogo (al quale spero di aver dato un piccolo contributo) e, soprattutto, per il rispetto dell’intelligenza e opinioni altrui … cosa rara nel mondo internettiano. Quindi bravi tutti quanti (anche il padrone di casa è compreso nell’elenco, naturalmente).
-Sogno inverso: m’è piaciuto tanto. Aerodinamico e filante come un aquilone, lo si guarda da distante … ed è un momento piacevole come una giornata d’aprile al mare, con il sole e il vento teso. Più che un racconto, una prosa poetica introspettiva. Validissimo nel proporre immagini scritte e nel concludere con successo difficili periodi. Bello. Veramente bello!
-Spartito per voce sola: bello anche questo, ma però … mi è sembrato una collezione di frasi belle, dolci, evanescenti, come la bruma di mattino presto a Milano. Ho faticato a comprenderlo veramente ed, alla fine, mi sono “accontentato” di sentirlo accettandolo così com’era scritto. Certe volte la bellezza si può solo intuirla.
-Il diciottesimo cammello: quel giorno ho detto “finalmente un racconto racconto con una storia storia”. Una partenza leggermente “strana” dovuta certamente all’incipit che chiedeva (a parer mio) di esser soddisfatto con un linguaggio aulico e barocco, conclude bene con immagini scritte e sentite che mi son goduto pienamente. Bravo!
-La notte del dubbio: bellissimo. Una bella scrittura ha illuminato i tratti salienti di un ambiente fosco come quello di una Londra ai tempi di Shakespeare. Non entro nel merito della polemica in corso. Finalmente giustificato il barocco nell’architettura letteraria del testo.
-Ancora tu: mmmm … che dire? Sono rimasto confuso e ricordo l’impressione angosciosa simile a quella che m’ha ispirato il quadro di munch “l’urlo”. Ho fatto fatica a comprenderlo, troppe metafore, troppi doppi sensi … insomma, non è il mio genere.
-Il ritratto: un altro racconto racconto, e già questo è un punto di merito. Una buona idea sostenuta da poco coraggio (sempre a parer mio, naturalmente) e una scrittura un po’ ambigua. Il tema è interessante e se ne potrebbe ricavare qualcosa di buono.
-Il giorno del giudizio: ambienti foschi e controversi, immagini grondanti morte, resurrezioni negate e quindi autogestite. Ancora tanti significati nascosti da trovare come fossero porcini in un bosco di betulle … per me un esercizio impossibile a lungo andare e succede che mi lascio soltanto impressionare. Un uso troppo pesante, sontuoso, della parola, con la ricerca di significati … particolari, un po’ troppa punteggiatura qui, un po’ troppo poca li … insomma, non è il genere di racconto che leggo volentieri. Però ho visto Catherine Deneuve che a me mi ci piace tanto.
-Hannibal chi? … diario di un serial killer: finalmente un serial killer, classico, con mamma classica e casa classica da serial killer. Il racconto si è fatto leggere e “capire” anche se, per colpa dell’incipit, soffre di uno stile di scrittura un po’ arcaico per i tempi che descrive.
-La forza di una donna: no comment!
-La dea sfregiata: un titolo che sembra poco adatto copre un racconto difficile da comprendere. È come se le intenzioni dell’autore non siano mai affiorate rimanendo nascoste, criptate … forse troppo.
-Fuori onda: bello però m’è piaciuto. La partenza un po’ confusa ha lasciato comunque svolgersi una storia che, secondo me, ha travolto l’autore lasciando intuire anche ciò che non voleva … son più forti i maschi oppure le femmine? Anche se distante dalle intenzioni di chi l’ha scritto io ho visto una sorta di perfida violenza legare l’esistenza dei protagonisti. La scrittura? Bella però anche bella.
Che dire ancora? All’inizio mi son mosso cautamente, cercando di conoscere i caratteri, valutando gli interventi, parteggiando per i più forti e calpestando i più deboli naturalmente. Però è un ambiente stimolante, davvero. Quasi quasi rinuncio alla dieta!
Mi riservo di leggere dopo i commenti sopra di me, che oggi proprio non c’era tempo.


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 18:51

e io quella della figlia, che mi piaceva nonostante i morti avvelenati veri o trasfigurati


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 18:57

ciao ocra e complimenti per l’entree a tuo agio nello spirito del borgo. Ma che vuol dire nel tuo commento odierno (a fuorionda) “bello però m’è piaciuto” e “bella però anche bella” ? Ti sei perso i “non” per strada o cosa?


ocramocra il 06 maggio 2009 alle 19:34

scherzavo un pò, massimo … come dire che non trovavo alternativa alla parola espressa prima del però … insomma, l’ho trovato bello ma sopratutto bello però! Uno scherzo serve a diluire il phatos che un complimento può esprimere. Avessi dovuto complimentarmi con hemingway l’avrei chiamato maestro, offrendogli uno spritz all’aperol però!


massimolegnani il 06 maggio 2009 alle 19:39

ahah, grazie ocra, mi avevi preso in contropiede di lettura (insomma non avevo capito la battuta)


miresol il 06 maggio 2009 alle 21:26

Come miresol dico ora quello che non potevo dire come adg: sull’attrazione tra donne avevo parlato nel precedente racconto, sarebbe stato noioso per me fare il bis in così breve tempo e ho considerato un altro punto di vista. La scrittura era troppo piana,insipida e sciatta, il finale sbrigativo, sotto qs aspetto il racconto è interamente da riscrivere, sulle ambiguità che taluni hanno riscontrato ci penserò, però ci tengo a ribadire intenzioni e significato, nel senso che volevo proprio raccontare qs storia, certo meglio, in modo più efficace, ma sempre la stessa storia


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