Ricordo una radura all’umido del lago
Un’anatra fantasma, una frase alle tue spalle, una pancia appena tonda. Un’assurdità perderci il sonno.
E con la diffidenza, odio e rancore per tutto ciò che è differente e mi costringe alla maniglia.
Liscia sottile e chiara ha continuato ad essere la superficie che cercavo, e consenziente al taglio, quando ho cominciato a sciogliere altri fiocchi e scartare trafelato una stagnola fatta di seta e di cotone.
nessuna pietra, non una croce, non una data, nessuna scritta,
Poi, seduto su una poltroncina vicino al letto, attese.
Mi fido, dice e decide
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Devi uccidere qualcuno che non conosci e che non t’ha fatto niente.
Lo scollinamento era un rito che le piaceva gustare in solitudine.
subito compare una bestiolina elegante, con una pelliccia bionda ben rasata fino a ridurla a una striscia sottile
Una volta Italo Balbo…
È che oggi non è più ieri e noi viviamo di farfalle, le ali silenziose che ti passano davanti e vanno.
una fiamma che mi dica dove le rughe e dove i tuoi sorrisi
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