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	<title>Commenti per Borgonarrante</title>
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	<description>"Scrittura Creativa" ... naaaaaaa</description>
	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 02:12:16 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su PER MIO NONNO: AFFINCHE&#8217; RIMANGA UN SUO RICORDO di Salvatore Armando Santoro</title>
		<link>http://www.borgonarrante.it/racconti/per-mio-nonno-affinche-rimanga-un-suo-ricordo-425/comment-page-1/#comment-31033</link>
		<dc:creator>Salvatore Armando Santoro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 18:06:22 +0000</pubDate>
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		<description>E' bello ricordare i nostri antenati. Loro sono portatori di maturità e di dolci ricordi.
Io ho avuto la fortuna di avere un nonno fino all'età di 24 anni, ma abitava lontano e l'ho visto poco. Ma quando ci si incontrava ricordo tanto il suo affetto per me. E poi mi chiamavo esattamente come lui ed ero il nipote più vecchio.
Buon Natale
(tast)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; bello ricordare i nostri antenati. Loro sono portatori di maturità e di dolci ricordi.<br />
Io ho avuto la fortuna di avere un nonno fino all&#8217;età di 24 anni, ma abitava lontano e l&#8217;ho visto poco. Ma quando ci si incontrava ricordo tanto il suo affetto per me. E poi mi chiamavo esattamente come lui ed ero il nipote più vecchio.<br />
Buon Natale<br />
(tast)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Plug In Baby è intraducibile di MH</title>
		<link>http://www.borgonarrante.it/racconti/plug-in-baby-e-intraducibile-2645/comment-page-1/#comment-31032</link>
		<dc:creator>MH</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 13:06:04 +0000</pubDate>
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		<description>Odio "spiegare", e non perché ritenga di aver scritto in maniera talmente chiara da non aver bisogno di aggiungere altro, ma perché credo che un bravo scrittore dovrebbe già spiegarsi da sé nei suoi testi. Comunque, aldilà di questo, ti rispondo volentieri, se non altro perché sei stato l'unico a voler lasciare un commento!
In realtà, non volevo andare a parare da nessuna parte... come hai detto tu stesso, è profondamente adolescenziale, e quello che volevo esprimere allora era il senso di vuoto, la sensazione che qualsiasi sentimento (buono o cattivo che fosse) non avesse né senso né scopo. In questo senso, oltre che in senso puramente linguistico, Plug In Baby è intraducibile: è il simbolo di un sentimento che non va da nessuna parte, che non dà senso né al soffire, né allo star bene, né al cercare un facile conforto in qualcosa di più "carnale", seppure sia solo un bacio. Non so se ora è più chiaro...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Odio &#8220;spiegare&#8221;, e non perché ritenga di aver scritto in maniera talmente chiara da non aver bisogno di aggiungere altro, ma perché credo che un bravo scrittore dovrebbe già spiegarsi da sé nei suoi testi. Comunque, aldilà di questo, ti rispondo volentieri, se non altro perché sei stato l&#8217;unico a voler lasciare un commento!<br />
In realtà, non volevo andare a parare da nessuna parte&#8230; come hai detto tu stesso, è profondamente adolescenziale, e quello che volevo esprimere allora era il senso di vuoto, la sensazione che qualsiasi sentimento (buono o cattivo che fosse) non avesse né senso né scopo. In questo senso, oltre che in senso puramente linguistico, Plug In Baby è intraducibile: è il simbolo di un sentimento che non va da nessuna parte, che non dà senso né al soffire, né allo star bene, né al cercare un facile conforto in qualcosa di più &#8220;carnale&#8221;, seppure sia solo un bacio. Non so se ora è più chiaro&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Plug In Baby è intraducibile di mendez</title>
		<link>http://www.borgonarrante.it/racconti/plug-in-baby-e-intraducibile-2645/comment-page-1/#comment-31031</link>
		<dc:creator>mendez</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 12:23:12 +0000</pubDate>
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		<description>Premetto che non è il genere di storia che mi piace leggere normalmente ma, visto che sono a casa, leggo davvero di tutto. Penso sia scorrevole, anche se un pò fitto nel tratto alternato di testo e canzone, e l'idea di una cronaca parallela agli avvenimenti, come stile narrativo, è una scelta originale. Se mi permetti, però, non capisco dove volevi andare a parare, a parte l'ovvio tema amoroso e di problematiche adolescenziali...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che non è il genere di storia che mi piace leggere normalmente ma, visto che sono a casa, leggo davvero di tutto. Penso sia scorrevole, anche se un pò fitto nel tratto alternato di testo e canzone, e l&#8217;idea di una cronaca parallela agli avvenimenti, come stile narrativo, è una scelta originale. Se mi permetti, però, non capisco dove volevi andare a parare, a parte l&#8217;ovvio tema amoroso e di problematiche adolescenziali&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La bottiglia di Leida di Massimo Vaj</title>
		<link>http://www.borgonarrante.it/racconti/2224-2224/comment-page-1/#comment-31030</link>
		<dc:creator>Massimo Vaj</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 18:30:50 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, mi è piaciuto, nonostante ne abbia intuito l'epilogo appena comparso il maresciallo Lopresti, ma dipenderà dalla passione per l'horror che avevo da ragazzo. Hai uno stile piacevole e raffinato di raccontare che conduce chi legge ad aspettarsi, in mezzo a tanto garbo, una tragedia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, mi è piaciuto, nonostante ne abbia intuito l&#8217;epilogo appena comparso il maresciallo Lopresti, ma dipenderà dalla passione per l&#8217;horror che avevo da ragazzo. Hai uno stile piacevole e raffinato di raccontare che conduce chi legge ad aspettarsi, in mezzo a tanto garbo, una tragedia.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Diversamente abili, portatori di handicap, handicappati: cambiamo ma non solo a parole di Massimo Vaj</title>
		<link>http://www.borgonarrante.it/racconti/diversamente-abili-portatori-di-handicap-handicappati-cambiamo-ma-non-solo-a-parole-2191/comment-page-1/#comment-31029</link>
		<dc:creator>Massimo Vaj</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 12:34:51 +0000</pubDate>
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		<description>Fuori dall'Istituto Don Gnocchi abbiamo fatto chiudere per tre mesi un bar e una gelateria per gli stessi comportamenti da te descritti, e per evitare di far chiudere tutti i tabaccai della zona dovevo andare di persona a comprare i gettoni del telefono per i miei ragazzi afflitti da sclerosi laterale amiotrofica multipla, perché venivano scambiati per eroinomani e i commessi alla ricevitoria si rifiutavano di servirli. Nel mio reparto avevo anche, oltre ai residenti fissi, trenta ragazzi e ragazze che frequentavano il corso ASPHI della comunità europea per programmatori informatici i quali erano, per la maggior parte, laureati col massimo dei voti, quando non addirittura con più lauree ognuno. Uno di loro, afflitto da una tetraparesi spastica che gli impediva di parlare chiaramente, ogni tanto ce lo riportavano in istituto i carabinieri o la polizia perché pensavano fosse un ubriaco per via della camminata miracolata e per il suo sbiascicare parole, per loro, incomprensibili . Lui mi disse che, durante il tragitto in macchina raccontava loro, col suo stile per fortuna sua difficile da interpretare, barzellette sui carabinieri e i poliziotti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fuori dall&#8217;Istituto Don Gnocchi abbiamo fatto chiudere per tre mesi un bar e una gelateria per gli stessi comportamenti da te descritti, e per evitare di far chiudere tutti i tabaccai della zona dovevo andare di persona a comprare i gettoni del telefono per i miei ragazzi afflitti da sclerosi laterale amiotrofica multipla, perché venivano scambiati per eroinomani e i commessi alla ricevitoria si rifiutavano di servirli. Nel mio reparto avevo anche, oltre ai residenti fissi, trenta ragazzi e ragazze che frequentavano il corso ASPHI della comunità europea per programmatori informatici i quali erano, per la maggior parte, laureati col massimo dei voti, quando non addirittura con più lauree ognuno. Uno di loro, afflitto da una tetraparesi spastica che gli impediva di parlare chiaramente, ogni tanto ce lo riportavano in istituto i carabinieri o la polizia perché pensavano fosse un ubriaco per via della camminata miracolata e per il suo sbiascicare parole, per loro, incomprensibili . Lui mi disse che, durante il tragitto in macchina raccontava loro, col suo stile per fortuna sua difficile da interpretare, barzellette sui carabinieri e i poliziotti.</p>
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		<title>Commenti su Diversamente abili, portatori di handicap, handicappati: cambiamo ma non solo a parole di Massimo Vaj</title>
		<link>http://www.borgonarrante.it/racconti/diversamente-abili-portatori-di-handicap-handicappati-cambiamo-ma-non-solo-a-parole-2191/comment-page-1/#comment-31028</link>
		<dc:creator>Massimo Vaj</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 11:58:38 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Fraser, sono oroboros, ci siamo parlati diverse volte su scrivi.com, sito dal quale me ne andai perché infastidito da alcuni utenti insopportabili. Ho lavorato parecchi anni in qualità di assistente socio-sanitario, nel raparto delle patologie più gravi dell'Istituto Don C. Gnocchi di Milano, per questo sono certo di quello che adesso dirò. Ti lascio, in questo commento, la linea essenziale del mio pensiero su un aspetto importante della questione da te sollevata:

Siamo nel mondo dell'efficienza produttiva, della scalata al successo personale, della gomitata in bocca come mezzo e stile di vita. In questo mondo ci sono abitanti diversi uno per uno, pochi per pochi e molti per molti. Tra queste relazioni voglio osservare da vicino quella che riguarda i pochi che sono molti, perché coprono il dieci per cento della popolazione mondiale: coloro che, fino a cento anni fa, erano chiamati storpi o deficienti da una società caratterizzata da una élite di grassoni arricchiti, l'altro ieri erano definiti handicappati o portatori di handicap mentre ieri si è ricorsi al più morbido "disabili" e oggi, finalmente, al "diversamente abili". Come si vedrà, senza sforzo, il centro della questione è stabilmente occupato, in questa latrina di definizioni categoriche, dalla necessità di essere produttivi.
Con questi camuffati modi la società offre la caramella avvelenata che concede un sorriso da spegnere con l'amaro che le si nasconde nel mezzo, e che ne costituisce il cuore ripieno di veleno.
Io sono certo che, nella differenza che si replica indefinitamente e che distingue tra loro gli esseri, una realtà sia comune per tutti, e questa realtà è definita dalla lotta per la vita, in tutti i suoi gradi e sfumature. Questa lotta è sicuramente di tutti, ma poiché non sarebbe opportuno distinguere le abilità sviluppate da ognuno per combatterla attraverso l'attribuzione al lottatore di una cintura bianca, verde, viola, marrone o nera, converrà definire la convenzionalità di questo combattere e chiamare le persone più specializzate e armate di questo torneo all'ultimo sangue: combattenti "non convenzionali".
Naturalmente a queste speciali persone si affiancheranno quelle convenzionali, cioè il restante novanta per cento più me, per definire le quali non trovo un termine più adatto di: diversamente disabili.

Un abbraccio a te, coraggioso amico, e un rinnovato ringraziamento per l'aiuto che stai dando a un mondo terrorizzato da un Ignoto che tu stai imparando a conoscere in uno dei suoi aspetti terribili, estraendone una consapevolezza la quale è, senza ombra di dubbio, la ragione per cui il nostro voler stare tranquilli ci mostra il lato scuro del volto del Mistero che vediamo, per questa necessità di dormire della nostra coscienza, nel suo essere terrificante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Fraser, sono oroboros, ci siamo parlati diverse volte su scrivi.com, sito dal quale me ne andai perché infastidito da alcuni utenti insopportabili. Ho lavorato parecchi anni in qualità di assistente socio-sanitario, nel raparto delle patologie più gravi dell&#8217;Istituto Don C. Gnocchi di Milano, per questo sono certo di quello che adesso dirò. Ti lascio, in questo commento, la linea essenziale del mio pensiero su un aspetto importante della questione da te sollevata:</p>
<p>Siamo nel mondo dell&#8217;efficienza produttiva, della scalata al successo personale, della gomitata in bocca come mezzo e stile di vita. In questo mondo ci sono abitanti diversi uno per uno, pochi per pochi e molti per molti. Tra queste relazioni voglio osservare da vicino quella che riguarda i pochi che sono molti, perché coprono il dieci per cento della popolazione mondiale: coloro che, fino a cento anni fa, erano chiamati storpi o deficienti da una società caratterizzata da una élite di grassoni arricchiti, l&#8217;altro ieri erano definiti handicappati o portatori di handicap mentre ieri si è ricorsi al più morbido &#8220;disabili&#8221; e oggi, finalmente, al &#8220;diversamente abili&#8221;. Come si vedrà, senza sforzo, il centro della questione è stabilmente occupato, in questa latrina di definizioni categoriche, dalla necessità di essere produttivi.<br />
Con questi camuffati modi la società offre la caramella avvelenata che concede un sorriso da spegnere con l&#8217;amaro che le si nasconde nel mezzo, e che ne costituisce il cuore ripieno di veleno.<br />
Io sono certo che, nella differenza che si replica indefinitamente e che distingue tra loro gli esseri, una realtà sia comune per tutti, e questa realtà è definita dalla lotta per la vita, in tutti i suoi gradi e sfumature. Questa lotta è sicuramente di tutti, ma poiché non sarebbe opportuno distinguere le abilità sviluppate da ognuno per combatterla attraverso l&#8217;attribuzione al lottatore di una cintura bianca, verde, viola, marrone o nera, converrà definire la convenzionalità di questo combattere e chiamare le persone più specializzate e armate di questo torneo all&#8217;ultimo sangue: combattenti &#8220;non convenzionali&#8221;.<br />
Naturalmente a queste speciali persone si affiancheranno quelle convenzionali, cioè il restante novanta per cento più me, per definire le quali non trovo un termine più adatto di: diversamente disabili.</p>
<p>Un abbraccio a te, coraggioso amico, e un rinnovato ringraziamento per l&#8217;aiuto che stai dando a un mondo terrorizzato da un Ignoto che tu stai imparando a conoscere in uno dei suoi aspetti terribili, estraendone una consapevolezza la quale è, senza ombra di dubbio, la ragione per cui il nostro voler stare tranquilli ci mostra il lato scuro del volto del Mistero che vediamo, per questa necessità di dormire della nostra coscienza, nel suo essere terrificante.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Camminando di Massimo Vaj</title>
		<link>http://www.borgonarrante.it/racconti/camminando-2193/comment-page-1/#comment-31027</link>
		<dc:creator>Massimo Vaj</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 12:11:26 +0000</pubDate>
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		<description>Rasputin ha benedetto l'acqua tiepida, perché la poesia vende se stessa meglio di quanto possa fare una puttana: la si può strapazzare senza bisogno di tirar giù i sedili di una costosa utilitaria, si fa leggere molte volte in più, nel tempo che impiega a bruciare un copertone, di quanto riesca a farsi scopare una meretrice, quando la paghi te la porti a casa con le sue sorelle e, infine, rispetto alla puttana costituisce oggetto di una minore comprensione. Ciao rasputin, sai bene che puoi sempre contare su di me, per poterti incazzare senza costose perdite di tempo... :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rasputin ha benedetto l&#8217;acqua tiepida, perché la poesia vende se stessa meglio di quanto possa fare una puttana: la si può strapazzare senza bisogno di tirar giù i sedili di una costosa utilitaria, si fa leggere molte volte in più, nel tempo che impiega a bruciare un copertone, di quanto riesca a farsi scopare una meretrice, quando la paghi te la porti a casa con le sue sorelle e, infine, rispetto alla puttana costituisce oggetto di una minore comprensione. Ciao rasputin, sai bene che puoi sempre contare su di me, per poterti incazzare senza costose perdite di tempo&#8230; <img src='http://www.borgonarrante.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su IL MURO di Massimo Vaj</title>
		<link>http://www.borgonarrante.it/racconti/il-muro-1989/comment-page-1/#comment-31026</link>
		<dc:creator>Massimo Vaj</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 11:55:13 +0000</pubDate>
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		<description>Infiniti al di là del muro? Infinito indica senza limiti, e questo significa che se gli infiniti fossero più di uno... ognuno di loro costituirebbe il limite degli altri, che così non potrebbero più aspirare all'assenza di limiti e costrizioni. È evidente che la logica del rispetto del significato, nella sua pura accezione, del termine "Infinito", indica una contraddizione evidente contenuta nella tua supposizione. In realtà ogni orizzonte è un muro, essendo irraggiungibile dal momento che si sposta in conseguenza dell'avanzamento di colui che lo cerca, sulla sfera che corrisponde analogicamente alla realtà manifestata. Come tutti i confini il muro protegge dall'ignoto, negandolo nel contempo, e l'unico modo di scavalcarlo è quello di demolire i pregiudizi che sono i suoi mattoni. La vera consapevolezza necessita di un azzeramento culturale, per potersi sdraiare nella coscienza. Essendo io un ignorante, sono avvantaggiato di brutto... :D :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Infiniti al di là del muro? Infinito indica senza limiti, e questo significa che se gli infiniti fossero più di uno&#8230; ognuno di loro costituirebbe il limite degli altri, che così non potrebbero più aspirare all&#8217;assenza di limiti e costrizioni. È evidente che la logica del rispetto del significato, nella sua pura accezione, del termine &#8220;Infinito&#8221;, indica una contraddizione evidente contenuta nella tua supposizione. In realtà ogni orizzonte è un muro, essendo irraggiungibile dal momento che si sposta in conseguenza dell&#8217;avanzamento di colui che lo cerca, sulla sfera che corrisponde analogicamente alla realtà manifestata. Come tutti i confini il muro protegge dall&#8217;ignoto, negandolo nel contempo, e l&#8217;unico modo di scavalcarlo è quello di demolire i pregiudizi che sono i suoi mattoni. La vera consapevolezza necessita di un azzeramento culturale, per potersi sdraiare nella coscienza. Essendo io un ignorante, sono avvantaggiato di brutto&#8230; <img src='http://www.borgonarrante.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> :D</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sguardi di Massimo Vaj</title>
		<link>http://www.borgonarrante.it/racconti/sguardi-2621/comment-page-1/#comment-31025</link>
		<dc:creator>Massimo Vaj</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 08:39:28 +0000</pubDate>
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		<description>Quella contorsione che la mente subisce nasce dall'inadeguatezza della la sfera psichica alla visione del bandolo, che è principio dell'esistenza, senza affidarsi all'Intuire superiore, che è conoscenza immediata, la quale solo successivamente degraderà, corrompendosi, nella possibilità di esposizione connaturata alla mente. La realtà è sia semplice, nei suoi principi universali, sia complessa, nelle conseguenze che da quei principi derivano, e alla mente il contorsionismo si confà solo quando è effetto della necessità di spiegare la superficie di quello che Vede, direttamente, attraverso l'Intuizione spirituale. Altrimenti subirà la stretta di un intrecciarsi arzigogolato che la condurrà solo a guardare la propria inadeguatezza alla scoperta dell'Essenza. ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quella contorsione che la mente subisce nasce dall&#8217;inadeguatezza della la sfera psichica alla visione del bandolo, che è principio dell&#8217;esistenza, senza affidarsi all&#8217;Intuire superiore, che è conoscenza immediata, la quale solo successivamente degraderà, corrompendosi, nella possibilità di esposizione connaturata alla mente. La realtà è sia semplice, nei suoi principi universali, sia complessa, nelle conseguenze che da quei principi derivano, e alla mente il contorsionismo si confà solo quando è effetto della necessità di spiegare la superficie di quello che Vede, direttamente, attraverso l&#8217;Intuizione spirituale. Altrimenti subirà la stretta di un intrecciarsi arzigogolato che la condurrà solo a guardare la propria inadeguatezza alla scoperta dell&#8217;Essenza. <img src='http://www.borgonarrante.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su CICLO PERVERSO di ocramocra</title>
		<link>http://www.borgonarrante.it/racconti/ciclo-perverso-2612/comment-page-1/#comment-31024</link>
		<dc:creator>ocramocra</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 13:29:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.borgonarrante.it/?p=2612#comment-31024</guid>
		<description>pare di essere la famosa particella di sodio ... qui tutto rimbomba, i locali sono vuoti e c'è uno strato sottile di polvere sui tavoli e sulle cassepanche.
Forse c'è una riunione sindacale in corso!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pare di essere la famosa particella di sodio &#8230; qui tutto rimbomba, i locali sono vuoti e c&#8217;è uno strato sottile di polvere sui tavoli e sulle cassepanche.<br />
Forse c&#8217;è una riunione sindacale in corso!</p>
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