Venne il tempo di chiudere la porta, antico in ogni dove, l’odore del vino fanciullo regnava. Allora e solo allora si era pronti a sfidare l’inverno, le lunghe sere rampicanti attorno al fusto secco delle domande che intonavo al fuoco d’una grassa gallina. Rosso era il bicchiere fra le mani. Sabbia nei sacchi alla finestra, [...]
Camminavamo a Taksìm, la musica ancora si vendeva sui nastri e la città già parlava inglese, travestita da mille e una notte. Gli zaini erano nell’atrio di una piccola pensione nei dintorni di Aya Sofia, o giù di lì, custoditi. Forse a sera si liberava una camera. Costanza spazza il pavimento di buon’ ora senza quasi piegare le ginocchia, ha le chiavi di casa e si muove leggera tra gli orari possibili, permessi da microonde e supermarket a portata di dimenticanza. Mi guarda spesso dritto negli occhi, Costanza, e non mi turba che si consenta tal fierezza col padrone, sorridiamo pure, se [...] |