Ogni signor nessuno che si rispetti ha a cuore il proprio ruolo d’impiegato di terza categoria, vale la pena di dirlo perché vige un codice d’onore di tutta rispettabilità in quegli uffici, una corrente sotterranea che regola ogni singolo sospiro ed ogni pensiero dei signori nessuno di tutte le scrivanie. Lui lo sa bene, per questo giunto all’ultima pagina del settimo tomo non si permette di lasciare spazio a quel vago sentimento d’insoddisfazione che gli preme nel petto, piuttosto deve convogliare tutta la sua attenzione nel lavoro che ancora gli manca…
La storia finisce così, mentre nella sua testa suona “Che sarà sarà” e la pioggia fine comincia a far luccicare la strada di giallo lampione. L’autunno che sfiora le guance all’inverno in un bacio già freddo. Alza il bavero della giacca, ha preso quella leggera ma non se ne pente. La storia finisce così ed [...]
Che Columbus Bartleby fosse il miglior fiociniere della st. Patrick lo sapevano anche i sassi ormai, a Porto del Mar, in culo al Cile.
Era taciturno però, e non parlava mai con nessuno, né di nessuno. Neppure dell’armatore W. T. Fedder. Non si univa mai ai suoi compagni quando si divertivano a sparlarne, dicendo che quella T. stava per Teodor. Un nome da invertito, dicevano. Ma se l’armatore li avesse sentiti in pasto ai pescicani li dava, in pasto ai pescicani.
E poi c’è la vita,
chiama a gran voce
ma non riesco
a starla a ascoltare,
perché non sono parole
quelle che dice
ma soffi d’amanti
al chiaro di luna, banale.
Accattivato dalla discussione suscitata dal racconto del borgo di stamane mi son detto, perché no? ed ho provato ad immergermi negli intenti narrativi dell’autore (o meglio negli intenti narrativi come li avrei visti io) ed ho scritto una storia parallela tutta mia. Una cosa veloce, un esercizio forse ma davvero interessante. L’autore della storia originale non me ne voglia, e se proprio dovesse ritenersi indispettito me lo dica che toglierò il racconto senza alcun problema (penso di postarlo anche da un’altra parte). Intanto buona lettura, è stato difficile cercare di non essere noioso e son curioso di capire se in qualche modo ce l’ho fatta ^__^
1 Alla fine c’era sempre la piramide umana, voglio dire, non che fosse un numero di gran classe, di solito c’erano i trapezisti oppure un gran finale con tutti gli acrobati e i clown, in mezzo a tutte le luci, i fuochi e le giostre colorate, che giravano per il palco rotondo fischiando e facendo [...]
questo è un racconto bello lungo, se avrete voglia di leggerlo sarò felice di sentire che idea ve ne siete fatti anche se il solo sapere che siete arrivati in fondo potrebbe bastarmi bai bai Ettore
Quella che dovrei raccontare è la pura verità, ma non abbiatene a male se in qualche occasione sarò un poco insincero. La vita mi ha insegnato che le storie sono più belle quando sono piene di bugie, piccole e dolci come pasticcini. Se poi le mie saranno delle torte nuziali giudicate voi.
Chiedo venia per il carattere inondatorio dei miei racconti, siccome un altro già ve ne mando. ma ve l’ho detto, fa caldo!!!! e mentre cazzeggio e sudo e sudo e cazzeggio… Si chiama BEA, che per i cervelloni del centro starebbe a dire Biological Elaborator of Algoritms ma io lo chiamo il supermega, perché [...]
Non so che fare, crepo di caldo e sudo, mi sa che mando un racconto al borgo (mi dico) . E’ vecchio, è vero, ma siccome molti su questo sito mi conoscono da poco mi son detto, che male c’è La prima volta che baciai una ragazza avevo quindici anni. A dire la [...]
Si presentò con cura e perizia, da vero londinese, mostrando con parsimonia i denti ben curati e le scarpe laccate, il bastone con le rifiniture in argento ed il cappello a cilindro, di quelli che da anni non si vedevano più. S’inchinò a dovere, cinque gradi non di più, e pur non muovendo bocca pareva [...]