… Era felice. Si sentiva in pace con se stesso, per quanto fosse banale, per aver raggiunto quel sogno che lo aveva travolto appena messo piede nella terra dei canguri. In Australia non puoi non seguire i tuoi sogni perché sono loro a crearti, a cantarti in una delle loro incredibili storie …
…Si sentiva colpevole di quel pensiero, anzi, si sentiva colpevole di quel po’ d’eccitazione che le era entrata in corpo. Si trattava di quel piacere soffuso che si mischia all’indolenza delle membra, come tra il sonno e la veglia, quando non si avrebbe la forza di amare col corpo ma solo il desiderio di farlo: di sognare una carezza e darle intensità col semplice respiro…
Dopo aver visto l’ultima proposta del borgo mi è tornato in mente questo vecchio racconto che era stato scritto proprio sul tema dell’Acqua e mi son detto perché no… ovviamente fuori concorso, in attesa di farmi venire “l’ispirazione” per scrivere qualcosa di nuovo bai bai
… Perché, ebbene sì lo dico, il mio problema è di esser brutto. Ma non brutto che con due passate di vernice e tre d’orgoglio tutto passa, proprio brutto che se mi vede il prete si segna e poi corre in sagrestia a rincuorarsi sulle pagine di Play Boy…
Fu in quel preciso istante, nel sentirla chiedermi con la voce flebile d’un usignolo se anche io l’amavo che il mondo mi cadde addosso in un sol botto. Ecco che la mia malattia aveva un nome e la mia gioventù finiva arsa, incapace di risorgere come la fenice; ecco che io comprendevo le parole non dette di Concettina e morivo al sentirle pronunciate da Isabella. Amore. Per Dio proprio amore e senza mai essermene accorto.
Il mare ha inghiottito tutto ciò che doveva, lasciando l’altra metà del creato al buio. Il vento che spazzava verso la costa si è finalmente quietato.
Poi vidi quegli occhi.
Oggi sono un sottomarino
sulla scia del racconto per il borgo odierno mi è tornato in mente questo racconto scritto un bel po’ di tempo fa. bai bai
Sospeso tra queste gocce
Mio nonno diceva sempre che nei bauli c’è tanto da cercare, anche se poi le uniche cose che possedeva se le portava in giro avvolte in uno straccio lurido: la sua pipa, che faceva tanto marinaio, la borsa per il tabacco, uno specchietto sempre appannato ed una matita. Non amava le biro, le bic come [...]
Insomma, stanotte sono un pochetto insonne, lo ammetto, ed allora che faccio? vabbè vi mando una cosina tanto per fare, così me la sono riletta pure io bai bai
Toilet poetry
Ho riposto la luna sotto il letto, L’ho nascosta per non perderla
… Fammi uno screw driver, urlava Lucille al barista e quello obbediva ogni volta. Ci godeva a vederla ubriaca, il bastardo, perché Lucille perdeva il senso del decoro e diceva cose oscene, parolacce. Anche io mi ubriacavo e non la tenevo a bada, anzi le davo corda. Sapevamo entrambi che più tardi avremmo ripreso il discorso ed allora bevevamo per prepararci ad affrontarlo … |