L’orologio comunque, segna mezzanotte quando la macchina arriva, accosta al marciapiede dove stiamo fumando, fuori dal bar, e lo scarica.
Sulla vetta, sull’ultima propaggine di quella collina. Rannicchiato quasi fetale sotto il ciliegio che domina la valle. Il ciliegio custode, il ciliegio re, il ciliegio padrone dell’ultimo orizzonte. E in basso la valle volgare, sopraffatta dalle sue miserie, tumultuosa e arrogante, come un inferno di vite sporche e grette, gorgoglio di bituminose essenze e fetidi [...]
In un ipotetico giorno, in un ipotetico paese dove la libertà è piena, assoluta e splendente. Dove la volontà delle persone viene rispettata fino in fondo, fino alla sua essenza.
Suonava sempre, la campanella. Bastava saperla aspettare. |